L’aspirina e il cristianesimo

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E’ una cosa che mi ronza in testa da alcune settimane.

Molti dei miei amici e conoscenti, fanno parte di una folta schiera di persone che per mali lievi ma invalidanti, come il mal di testa, non prendono medicine. Anche io, per parecchio tempo, ne ho fatto parte.

Ho provato ad analizzare questo uso.

Le motivazioni che offrono alla domanda diretta “perche?” sono :

1) le medicine fanno più male che bene ( negli ultimi 100 anni le medicine hanno allungato la vita media di 30 anni, nonchè la qualità)

2) così il mio corpo impara a reagire da solo ( potrebbe anche andare per l’influenza ma certo per il mal di testa il corpo fa ben poco )

3) conosco bene il mio corpo e so come curarmi ( l’autodiagnosi causa ogni anno più vittime degli incidenti stradali :)) )

4) non voglio assumere porcherie per contrastare il mal di testa dei 13 mohito di ieri sera (????)

5) prima o poi passa da solo (la vita non è eterna )

La mia analisi

Sostanzialmente la gente non prende medicine per “allungarsi la vita perche nelle medicine “chissàcosacimettonostistronzi”. Quindi questa sofferenza “allunga la vita”. Dunque pena del corpo = vita più lunga….. A me ricorda molto l’idea del penitente che si martiria il corpo per la vita eterna… Io soffro e vivo di più…

Io rimango dell’idea che la qualità della vita sia più importante della quantità. Se una pastiglia mi fa passare il mal di testa e riesco a godermi quelle 3/4/5 ore ben venga.

Forse, la mia idea parte dal fatto che avrò mal di testa al massimo una volta al mese e quasi sempre a causa di serate in cui bevo un pò troppo ( ciao Sergio e Pive ). Di certo la mia intenzione non è quella di pubblicizzare le medicine (villa Pfizer è quasi pronta ). So per esperienza che molte malattie non si possono curare, ma qualcosa si può sempre fare per i malati.

Ho notato questa reticenza alla cura dei sintomi e del dolore anche quando, per motivi sui quali non mi va di dilungarmi, ho avuto a che fare con antidolorifici “forti”. Per averli (e parlo del 2000/2001 ) la trafila è lunga e complessa, atta a scoraggiare lo sventurato acquirente e soprattutto la persona che nell’attesa si contorce dal dolore. Così come il parto epidurale è poco praticato e fortemente sconsigliato da molti medici e ostetriche (“donna tu partorirai con gran dolore”). Io sono dell’idea che il dolore (quello fisico almeno) non sia temprante bensì debilitante.

Tranne nel caso dei masochisti… ma questo è un altro discorso …

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~ di Andrea su marzo 13, 2008.

16 Risposte to “L’aspirina e il cristianesimo”

  1. Faccio parte della schiera di persone che odiano le medicine.
    Il perchè è semplice: non mi fanno niente. Qualsiasi cosa prenda, mi crea solo effetti collaterali. Però sono moment dipendente perchè soffro di mal di testa.
    A me ispira moltissimo la medicina omeopatica, resa illegale con l’avvento delle caste dei medici allopatici… Però non l’ho mai provata su di me, non saprei dirti se funziona o meno.
    sicuramente è più affascinante.

  2. il dolore può essere utile o inutile: utile quando è un sintomo e di fa scoprire la malattia, inutile quando si sa perché e allora che te lo tieni a fare?

  3. sai bene come la penso.
    a volte, presi dallo sconforto per il dolore, si cerca di non pensare sperando che tutto faccia il suo corso. E’ così che scappano gli apostrofi fra un e altro :D

  4. @Alicesu bene, se prendi il moment e stai meglio la vita migliora!! sull’omeopatia so molto poco, l’ho usata una volta per il mal di denti e aveva fatto poco.

  5. @Orientalia Amen e straAmen

  6. @Valentina l’amore è l’apostrofo rosa tra le parole fan e culo .

  7. Se si parla di un dolore con gravita tipo mal di testa, non prendo medicine. Sul perche ci sto riflettendo ora, leggendo il tuo post. Dunque. Primo: Mi piace ascoltare come si comporta il mio corpo in situazioni a-normali. Secondo:in effetti mi capita molto raramente di avere mali del genere, tra tutti i mantra che recito, il peperoncino, la frutta che mangio…”prevenire e meglio che curare”? Azz…POSSO ESSERE LO STESSO TUA AMICA DOPO QSTO COMMENTO?

  8. @Betty se ti piace ascoltare come si comporta il tuo corpo in situazioni anormali puoi conficcarti una forchetta nella mano… Comunque concordo sul fatto che prevenire sia meglio che curare, anzi, per completezza aggiungerei anche che stare bene è meglio che stare male :)) Friend forever
    @molti ( ma non tutti ) il diritto a non provare dolore va difeso. Come ho gia detto, soprattutto in italia dove la tradizione cattolica è radicata anche in chi si professa laico, l’idea del dolore che “fa bene” e va affrontato per “migliorarsi” va abbattuta. cazzo, è lapalissiano…. IL DOLORE FA MALE.

  9. “il dolore (quello fisico almeno) non sia temprante bensì debilitante” su questo sono d’accordo, però tieni presente che non esiste nessun farmaco che non abbia effetti collaterali.
    Per cui bisogna saper valutare bene il rapporto rischio/beneficio

  10. @Franca concordo, l’abuso di medicinali è un’altra tendenza tutta italiana.

  11. Devo fare un riassunto del libro che avrei da scrivere sull’argomento!

    E’ vero che abbiamo radicato in noi il valore cattolico “più soffro più mi merito il paradiso”, nemmeno io riesco a liberarmene, ce lo ficcano nel DNA. Non prendo nemmeno in considerazione l’idea di soffrire per vivere meglio, pero’ è radicata anche in me l’idea che, per esempio, più una pranzo è buono più farà male, e più una medicina è amara più farà bene. In realtà quando hanno provato a mettere quantità imbarazzanti di zucchero in una soluzione medicata, hanno scoperto che non solo era più dolce ma si conservava anche meglio, e hanno inventato lo scroppo :).

    Quasi tutte le medicine che funzionano davvero hanno effetti collaterali, ma per definizione una “medicina”, non puo’ fare “più male che bene”, una sostanza attiva che fa più male che bene si chiama “veleno”, la medicina è l’esatto opposto. Certo bisogna capire quale medicina usare e quando. E non è facile! Bisogna quantomeno essere medici, e non sempre è sufficente. Perchè ogni singolo caso è diverso e va valutato. Per esempio se hai il mal di testa da 13 mojito, probabilmente anche il tuo stomaco non sarà in completo relax, quindi prendere un medicinale che “cura” la testa e irrita lo stomaco potrebbe non essere una buona idea…non tutti i giorni almeno!

    Per quanto riguarda i controlli severi sugli analgesici “forti”, fortunatamente non si tratta di quastioni morali. E’ che semplicemente nella maggior parte dei casi si tratta di oppiacei o similari, quindi sostanze che sono facilmente soggette ad abuso (non solo da parte di persone con dolore).

    Andrei avanti ancora, ma ho gia esagerato!
    Concludo con una provocazione:
    “è assolutamente sbagliato credere che le medicine naturali facciano meno male di quelle di sintesi”.
    Posso litigare per ora con chiunque su questo argomento.
    Se pensate il contrario, fatevi sotto!

    Filippo

  12. @Fil Grazie del tuo esperto commento che aspettavo con impazienza, devo però dire che la terapia del dolore, in italia, è molto poco incoraggiata. Molti ospedali danno oppiacei solo ai terminali. Spesso infatti si associa il malato che prende oppiacei al malato terminale. Io rimarrò sempre dell’idea che Il non provare dolore debba essere un diritto costituzionale. Capisco bene che gli oppiacei debbano essere tenuti sotto controllo ma( e credimi mi è capitato) è folle che un malato oncologico con presctizione per delle pastiglie di morfina non possa farsele prescrivere fuori orario perchè lo si deve notificare in questura e quindi magari far passare il week end e balle varie.

  13. Ultimamente mi pare che le cose stiano un po’ cambiando, i centri specializzati nella terapia del dolore funzionano piuttosto bene. E’ vero pero’ che la legislazione in merito è piuttosto severa. E se non riesci a dimostrare la patologia, non riesci ad ottenere una prescrizione di morfina. Questo secondo me è anche giusto, quindi non bisogna lavorare affichè sia più semplice ottenere la morfina, ma bisogna rendere più semplice il dimostrare di averne veramente bisogno. Cosa ce li abbiamo a fare i computer e i tesserini elettronici?

    L’utilizzo degli oppioidi nei malati non terminali è contemplato solo nel caso in cui effettivamente non abbiano fatto effetto tutti (e dico tutti!) gli altri tipi di analgesici. Questo perchè provoca assuefazione, quindi più il tempo di cura si allunga più occorre aumentare la dose e più si rischia di ottenere un effetto ridotto. Inoltre finito il ciclo di terapia, occorre fare un ciclo di disontossicazione (come per l’eroina), per evitare crisi di astinenza. Una cura che richiade un terapia per riparare ai danni causati dalla cura generalmente è da evitare (a meno che non sia la sola possibilità). Il fatto è che purtoppo attualmente non esistono analgesici forti come gli oppioidi senza gli effetti collaterali degli oppioidi…chissà cosa ci riserverà il futuro!

  14. ciao andrea grazie per il commento. Ti comunico di aver inserito il tuo blog tra i miei preferiti! Magari potrai fare pareil (lo stesso) merci allez…ciao

    FUZZ

  15. leggo ora il tuo post (e non ancora i commenti) e sinceramente penso che la prevenzione sia meglio della cura (non vuole essere un messaggio pubblicitario per la nota marca di dentifricio……), in ogni caso penso che la teriapia del dolore sia ampiamente osteggiata in italia proprio per l’influsso vaticano che possiede una ingerenza insopportabile in tutti gli ambiti della vita sociale e privata.
    Però è anche vero che per quanto mi riguarda, cerco di usare medicinali naturali, composti fitoterapici o omeopatici etc, proprio perchè considero spesso i medicinali come qualcosa che curano il sintomo senza estirpare alla radice il problema…quindi il sintomo si ripresenterà, e dovremo ricorrere ancora al farmaco, e ancora e ancora. Se non è possibile curare la malattia alla radice, allora ben venga persino la morfina!!! Altrimenti, trovo meglio il tentativo si un approccio più olistico del problema.
    Anyway, è sempre un piacere leggerti.

    Zion

  16. @Fuzz lo farò sai… mi piace il tuop blog

    @Zion (inizio dalla fine ) il piacere è tutto mio. Come dicevo anche ad Alicesu non ho esperienza diretta di medicina alternativa ( spero che sia giusto dire alternativa visto il grande dibattito in merito. potrebbe essere anche: sostitutiva o da usare assieme non mi viene la parola).

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